Digressione Cinematografica 2: Fascisti Su Marte

Il 28 Ottobre esce al cinema Fascisti su Marte, primo lungometraggio di Corrado Guzzanti, oggi abbiamo visto l’anteprima al Roma film festival e a caldo vi diciamo che se non lo andrete a vedere siete parecchio scemi.

ma ora cerchiamo di essere oggettivi.

Il film è palesemente di sinistra, nel senso che nei deliri del protagonista, il gerarca Barbagli, interpretato dalo stesso Guzzanti, si ritrovano punti spaventosamente coincidenti con i “cari vecchi” deliri del nostro ex presidente del consiglio, Silvio Berluconi, da far venire la pelle d’oca.

Il film fa ridere, è fondamentalmente comico, ma non è semplice come ci si aspetta da un creatore di tormentoni come Guzzanti (Mmbuto, Quelo, Subbaqqui: termini che si stampavano nel cervelletto senza staccarsi) poichè il linguaggio del film è quello del “periodo facista”, e la sua comicità è fondamentalmente radicata nella forzatura dei termini italiani, tipici del linguaggio del ventennio mussoliniano.

Beh, sostanzialmente questo film fanta-revisionista si fa volere bene, in quanto anche l’uso degli effetti speciali sono funzionali al racconto generale. Non farà improvvisamente svegliare milioni di italiani (purtroppo), nè passerà alla storia come i film che cita (Shindler’s List o 2001 odissea nello spazio su tutti: tocchi di classe magistrali) ma senz’altro si esce dal cinema con l’impressione di aver visto qualcosa di nuovo e intelligente, ed è già molto, in questo periodo.

Vi lasciamo con un paio di video (purtroppo di pessima qualità, tratti dalle puntate del caso scafroglia, ma che ben rendono l’idea), e che i mimimmi (apatici, ma pur sempre bolscevichi) siano con voi.

On October the 28th Fascisti Su Marte [Fascists on Mars] will come out in theatres, the first long film by Corrado Guzzanti. Today we watched the preview at the Roma Film Festival, and we can already tell you that if you won’t go you are pretty dumb.
But let’s try to be objective.

The film is explicitly for the political left [?], in the sense that in the delirium driven speeches of the main character, the hierarch Barbagli, interpreted by Guzzanti himself, are much like the “dear old” delirium driven speeches of the ex-President of the Counsel, Silvio Berlusconi, causing us to get goose bumps.

The film is funny, comical, but not in a way that you would expect from a creator of catch phrases like Guzzanti [Mbuto, Quelo, Subbaqqui: terms that pressed themself in the little brain and wouldn’t come off] because the language in the film is the the one of the “fascist period”, and radicated in the forced Italian words typical of the two decades under Mussolini.
Substantially the fanta-revisionist film is likable, since even the special effects have a role in the general plot.

Here’s two videos (unfortunatelly of terrible quality, from the episodes of Il Caso Scafroglia, but will give you an idea), and may the mimimmi (apathic, but bolshevic) be with you.

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