Post Rock Notes intervista la Slowmotionpinguino e i Dilatazione

dilatazione 2PRN: Slomotionpinguino, voi siete una giovane etichetta che si è da poco affacciata nel nostro panorama musicale. Cosa vuol dire essere oggi una piccola indie label, qui in Italia?

    Slowmotionpinguino: Fondamentalmente (e non sono certo il primo a dirlo) vuol dire essere degli incoscienti che hanno tempo da perdere, tanta passione e i pochi risparmi da buttare.

  • In più produrre post-rock o comunque rock strumentale dalle nostre parti è una scelta ancor più coraggiosa…

    Coraggiosa non saprei, sicuramente in controtendenza rispetto alle ultime uscite italiane… Siamo tra i pochi ancora convinti che il post rock (almeno come lo intendiamo noi, come una sorta di crossover di generi e influenze diverse, non-genere cinefilo per eccellenza) sia ancora un vastissimo territorio musicale da esplorare.

  • Alcuni dei componenti della vostra etichetta fanno parte anche del gruppo che producete, i Dilatazione. Si tratta in sostanza di auto produzione o avete intenzione di produrre anche altri gruppi?

    La Slowmotiopinguino nasce all’interno del network/laboratorio musicale Try Dog Lab che mette insieme diverse realtà della scena pratese e pistoiese. I Dilatazione hanno deciso di continuare sulla strada dell’autoproduzione e l’idea della “slowmotionpinguino” è partita da loro. Io (Thomas Ticci), da appassionato di musica, e Lorenzo Mori (webmaster e video-programmatore nei live) abbiamo deciso di supportarli perché crediamo nel progetto e pensiamo che il loro album d’esordio sia un ottimo punto d’inizio per il lancio di un’etichetta. Dopo di che naturalmente ci piacerebbe continuare a produrre musica.

  • Si tratterà sempre di gruppi legati dal fil rouge dalla passione per il cinema, dal momento che vi definite “dediti alla promozione di dischi e band d’ispirazione cinematografica”?
    Abbiamo una specie di test per valutare la buona musica. La ascoltiamo in cuffia, affacciati al finestrino di un auto o di un treno. Se la musica influisce sulla nostra percezione del paesaggio, se smuove qualcosa, se dà colore al paesaggio allora è buona musica. Funziona. Come fosse la colonna sonora per le nostre “immagini in movimento”.
  • Riusciamo a strapparvi qualche altra anticipazione sul vostro futuro prossimo?

    Abbiamo sott’occhio un paio di progetti interessanti, stilisticamente molto distanti dai Dilatazione, ma altrettanto cinematografici. Sicuramente nel 2007 avrete novità sulla slowmotionpinguino… Ma la cosa che in assoluto ci piacerebbe di più realizzare è una vera e propria colonna sonora immaginaria, coinvolgendo musicisti di gruppi, realtà e nazionalità diverse. Un progetto ambizioso e a lungo termine. Ne approfittiamo per fare un appello ai musicisti cinefili che leggeranno questa intervista. Contattateci! Il nostro indirizzo e.mail è slowmp@yahoo.it

    * Per la Slowmotionpinguino ha parlato Thomas Ticci.

    Passiamo ora ai Dilatazione:

PRN: La prima cosa che colpisce di voi è il vostro nome. Come l’avete scelto?

    Dilatazione: Quando ancora non avevamo un nome la nostra prima canzone si chiamava “dilatazione”. Abbiamo abbandonato la canzone in una vecchia audiocassetta (naturalmente smarrita chissà dove) e tenuto il nome per il gruppo. In ogni caso il riferimento è più alla dilatazione visiva e percettiva (!!!) che a quella sonora. Non abbiamo in scaletta brani di trenta minuti…

  • Raccontateci un po’ di voi: quando sono nati i Dilatazione, qual è stato il cammino che vi ha condotto fino a questo disco di esordio?

    I dilatazione nascono nel 1999 come trio di musica rock prevalentemente strumentale. La scoperta di “Vegetale” degli Ulan Bator, acquistato in una bancarella dell’usato a 7.000 lire, fu una folgorazione. Tre anni dopo (e sono stati anni di prove interminabili, concerti, demo, pedalini lanciati come sassi, liti furiose, assolutamente necessarie per creare il giusto affiatamento) al gruppo si è aggiunto un nuovo chitarrista. Abbiamo deciso di abbandonare totalmente il cantato e lavorato intensamente per affinare il suono. Un anno fa abbiamo ritrovato Amaury Cambuzat che ha accettato volentieri di curare la produzione del nostro disco d’esordio, “Too emotional for maths”.

  • Quali sono gli artisti che vi hanno influenzato in questo vostro percorso?
    Ci sono state scoperte graduali. Prato, la nostra città, ha scoperto solo recentemente il fenomeno “indie”. Al momento è una delle realtà più vive in Italia. Non era così alla fine degli anni Novanta. In quegli anni nascere a Bologna, a Reggio Emilia o a Milano significava vivere a pieno l’ondata della musica “post”, indie, elettro e tutte le altre sigle possibili. Noi eravamo ancora fermi ai Pink Floyd! (Ed Emule era ancora lontano…) Pensa che gli Slint li abbiamo scoperti mentre registravamo il nostro terzo demo, Fotogrammi, nel 2002! Un amico ci disse “Bello, però suona un po’ troppo Slint.” Il giorno dopo siamo andati a comprare Spiderland e ci siamo detti. “Beh, effettivamente un po’ Slint suona…” Eravamo inconsapevolmente, ma inevitabilmente derivativi… Al di là di questo ogni componente ha le propria personalità musicale. Se dovessimo citare un gruppo che ha la capacità di mettere tutti d’accordo sono i Tortoise, anche per il fatto che nella loro musica è presente praticamente tutto. Per il resto amiamo: Frank Zappa, Kraftwerk, My Bloody Valentine, Joe Hisaishi, Don Caballero, Miles Davis, Massimo Volume, Otomo Yoshihide, Gatto Ciliegia contro il grande freddo, Aphex Twin, Police, Karate, Nmperign, Faust (sono i primi nomi che ci vengono in mente, ma potremmo continuare per molto)…
  • Voi vi definite un gruppo “rock strumentale ultracinefilo”. Come si riflette nella vostra musica questa passione per il cinema?

    Ogni nostro lavoro nasce comunque da immagini, sensazioni visive, colori. Siamo un gruppo in continua evoluzione, ma credo che la nostra caratteristica più forte sia una sensazione malinconica, un umore che deve (direttamente o indirettamente) più al cinema di Godard o di Cassavetes che a qualsiasi gruppo musicale.

  • E nei vostri concerti?

    Per i nostri concerti realizziamo spesso dei video che in qualche modo integrano la nostra musica, un collage di immagini, sovrapposizioni che suggeriscono situazioni emotivamente irrequiete.

  • Come accoglie il pubblico questa vostra peculiarità?

    Molto positivamente. O forse bisognerebbe chiederlo al pubblico. O a voi quando verrete a sentirci dal vivo!

  • Ora finalmente il primo disco: si apre una fase nuova per la vostra carriera…

    Magari! Abbiamo investito molto sul progetto e speriamo di avere ovviamente maggiore visibilità rispetto al passato, anche perché i nostri live set stanno crescendo molto d’intensità. Per il disco abbiamo lavorato all’Alpha Dept Studio di Bologna che ha un’attrezzatura vintage favolosa e dei tecnici straordinari. Se esiste un dio della musica benedica Francesco Donadello (sound engineer noto anche come batterista dei Giardini di Mirò). Quanto ad Amaury ha saputo calarsi nel progetto con entusiasmo e grande sensibilità. La “fase nuova” si è aperta dopo aver lavorato con lui (Alessio, il batterista, si è ritrovato a suonare a ventitre anni con gli Ulan Bator!). Non possiamo sapere cosa succederà in futuro, ma sicuramente in quest’ultimo anno siamo maturati molto come gruppo.

    Detto questo. Abbiamo l’urgenza di incidere un altro disco, al più presto!

  • Prevedete date in giro per l’Italia a supporto di questo album?
  • Ed il sud Italia a quando?

    A partire da gennaio 2007 faremo sicuramente alcune date al sud. Oltretutto il sud italia ci sembra ricco di realtà interessanti, bello movimentato.

  • Per ora quindi vi salutiamo, sperando di rivedervi presto, magari su un palco. Lasciateci con una citazione finale!

    Per continuare a fare i cinefili snob fino in fondo potremmo citare una frase messa in bocca da Godard ad Anna Karina in Vivre sa vie: “Dopo tutto tutto è bello. Basta interessarsi alle cose e trovarle belle. D’altronde le cose sono come sono, nient’altro.”

    * Dilatazione: Patrizio Gioffredi, Alessio Gioffredi, Mirko Bertolucci, Alessio Pepi. Sito ufficiale: http://www.dilatazione.org

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