Updates from aprile, 2007 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • violentlover 4:50 pm il April 13, 2007 Permalink | Rispondi  

    aquietbump: Un gioco alla Luther Blisset – PRN intervista aqb. 

    aqb logoPresentiamo di seguito l’intervista alla aquietbump, netlabel dub con base ad Avellino di cui abbiamo parlato spesso, in particolare in occasione dell’uscita di alcune produzioni particolarmente interessanti, quali Mou Project, SBL e Black Era. Come sempre, trovate il sito della aqb a questo indirizzo, da cui potrete scaricare liberamente tutti i dischi prodotti fin ora!

    1) Ciao Paolo. Domanda di circostanza…: Come stai? 🙂
    Abbastanza bene grazie…

    2) Sei pronto x ricevere un po’ di domande su aqb?
    Ok!

    3) Cominciamo allora. Quando e come nasce aqb?
    Maggio 2005: nella vasca da bagno, durante una seduta di ammollo, nel periodo in cui si pensava alla promozione del primo ep ###ntain vibes della nostra band, Mou.
    Sicuramente non con l’ambizione di fare produttori… tutt’altro: ci siamo inventati questa pseudo etichetta/sigla per dare un maggiore impatto mediatico al nostro ep, nonché una base pseudo professionale per la ricerca di un distributore.
    E da un punto di vista promozionale, dare l’idea di un legame tra Mou ed una struttura ben più grossa alle spalle.
    Chiaramente una operazione assolutamente subdola!

    4) E’ stata una idea singola o di + teste?
    Fatta la proposta è scattata subito insieme al complice Gamino (l’altro uomo macchina dei Mou) la caccia al nome… alla fine è uscito fuori AQUIETBUMP vale a dire un “un botto quieto”, timido, discreto, cioè senza quella tipica enfasi di pensare all’album dell’anno, o l’album da 100.000 copie…
    un’etichetta per sfigati (eh!)

    5) Qual è stata la causa scatenante?
    Un marchio, aquietbump Records, come mittente (al posto del nome della band) sugl’innumerevoli pacchettini coi cd inviati a magazine, webmagazine, ecc…
    una finzione a tutti gli effetti !
    Un gioco alla Luther Blisset maniera, a dimostrazione che se il tuo nome non è affiancato da nessuna etichetta o sigla, è difficile che la stampa, compreso quella indipendente, prenda in considerazione l’idea di aprire quella famosa busta imbottita gialla contenente il tuo cd…
    Ricordo che includemmo nelle buste postali i fogli con la bio già accartocciati o piegati a forma di aeroplanino già pronti per essere cestinati o gettati via dalle finestre dei nostri destinatari.
    Volevamo inoltre, che dopo un tour di 50 date in giro per l’italia, grossi festival , dirette televisive e radiofoniche su grossi network, che questa prima uscita dei Mou rientrasse a pieno titolo nel circuito degli album “prodotti” e non nel calvario delle rubriche “demo”.

    6) Da chi è composta la aqb? Fai tutto da solo o ti avvali della collaborazione di qualcuno? Se si come vi dividete il lavoro?
    Dopo il ###ntain vibes ep io e Gamino abbiamo realizzato che la cosa aveva avuto i suoi frutti e che per giunta si poteva pensare ad un seguito … inoltre guardandoci intorno ci siamo resi conto che effettivamente avevamo una buona e solida base dalla quale partire per fare un discorso più ampio coinvolgendo altre bands:
    lo studio di registrazione di Gamino (Qzone studio),
    un agenzia di booking, promozione ed eventi, Soundabbast (che gestisco io)
    e nello stesso periodo si stava creando un bel rapporto con Giovanni Roma (autore delle musiche dei Black Era) che di lì a poco avrebbe aperto uno studio di mastering (Blackchannel studio) e sarebbe entrato a pieno titolo insieme a PapaLele (dei Jambassa) nello staff di aquietbump…
    insomma gli ingredienti c’erano tutti per cominciare a fare terra bruciata intorno ad un’etichetta…
    infine: quel rapporto di “open source” che manteniamo con le bands che coinvolgiamo, cercando di fare dell’etichetta una piattaforma aperta a tutto quello che una band può dare o richiedere
    …come ad esempio con Sardinia Bass Legalize.

    7) Tutte le release della tua etichetta sono contraddistinte da un livello qualitativo molto alto, ma c’è ne è una a cui sei legato particolarmente?
    Banalmente: la prossima!
    Non perché si tratta della nuova release della mia band… ma perché viviamo tutti molto emotivamente il pathos della “next release”…

    8- Come ti rapporti rispetto al fatto che le vostre uscite seppur ammirevoli alle volte trovano difficoltà a trovare il giusto riconoscimento in un mercato forse troppo esterofilo?
    Una lotta spietata…
    Vedo molta buona musica in giro…anche in italia, anzi: ora più che mai!
    ma purtroppo senza l’attenzione dovuta, evidentemente la stampa che conta è interessata ad altro.
    si percepiscono nel mondo indipendente italiano quasi le stesse dinamiche del mainstream della canzone nazionalpopolare italiana, coi vari atteggiamenti di monopolismo sulla falsa riga dei vari sanremo, festivalbar, ecc… ma chiaramente mascherati di “alternativismo”: un trend in crescente espansione!
    A noi il compito di scavare buchi con santa pazienza… release dopo release, discretamente, con calma!
    Per il momento andiamo bene all’estero, forse più che in italia… la nostra ricerca, nonostante la fissazione per i localismi, è indirizzata ad un sound di forte caratterizzazione internazionale, ma certi generi come dub, trip-hop, non sono per niente ben visti dalla stampa alternativa italiana, ed inoltre c’è sempre una qualche forma di “snobbismo” nei confronti delle netlabels.
    Tuttavia contiamo su una rete di contatti web abbastanza ampia e che pare stia allargandosi release dopo release:
    Jambassa e Sardinia Bass Legalize godono dell’attenzione di importanti media indipendenti francesi tra cui CultureDub che ha dedicato loro l’home page il mese scorso,
    Black Era va alla grande sia in Francia che nei paesi dell’est…
    Thirtheensong.com ha incluso in uno degli ultimi suoi famosi mixtape una delle tracce di Sbl…
    Zionradio.com ha ben 5 tracce del catalogo Aquietbump nel suo podcast di aprile 2007…
    insomma le cose stanno andando per il verso giusto…
    chiaramente parliamo sempre di ambiti settoriali e molto indie che fanno molto poco rumore.

    9) Quale artista ti piacerebbe vedere su aquietbump?
    Ce ne sono diversi… soprattutto di tedeschi, in tutti i casi è in programma a lungo termine una compilation che coinvolgerà qualche gran bel nome!
    Una sorpresa!

    10) Puoi anticiparci quale sarà la vostra prossima uscita?
    Abbiamo già un piano delle releases fino a ottobre prossimo più o meno con una cadenza bimestrale, con qualche particolare sorpresa.
    ntanto la prossima uscita, la numero sette del catalogo Aquietbump, è dei Mou… inizio giugno 2007.
    sarà una importante uscita per aquietbump, per quel senso di “suonato”, che a differenza delle precedenti releases, contraddistinguerà questo lavoro.

    11) Cosa ti aspetti dal futuro per te e per la tua indie netlabel?
    Credo che le cose andranno molto bene, siamo ottimisti, sicuramente saremo aiutati dal fatto che in futuro ci sarà insieme con la stradiffusione di lettori mp3, ipod, ecc… una grossa attenzione rivolta alle netlabels.
    Per il resto ci aspettiamo solo di riuscire a campare lavorando di buona musica!

    12) Visto che è la mia prima intervista e il 13 pare porti male, ci dai qualche appuntamento dei gruppi aqb?
    21 aprile 2007 – Jambassa alla mitica festa della semina del Csoa Officina99 di Napoli
    … un appuntamento da non perdere!

    check the a quiet bump space at:

    http://www.myspace.com/aquietbump

     
  • woland783 8:43 pm il November 16, 2006 Permalink | Rispondi  

    Post Rock Notes intervista la Slowmotionpinguino e i Dilatazione 

    dilatazione 2PRN: Slomotionpinguino, voi siete una giovane etichetta che si è da poco affacciata nel nostro panorama musicale. Cosa vuol dire essere oggi una piccola indie label, qui in Italia?

      Slowmotionpinguino: Fondamentalmente (e non sono certo il primo a dirlo) vuol dire essere degli incoscienti che hanno tempo da perdere, tanta passione e i pochi risparmi da buttare.

    • In più produrre post-rock o comunque rock strumentale dalle nostre parti è una scelta ancor più coraggiosa…

      Coraggiosa non saprei, sicuramente in controtendenza rispetto alle ultime uscite italiane… Siamo tra i pochi ancora convinti che il post rock (almeno come lo intendiamo noi, come una sorta di crossover di generi e influenze diverse, non-genere cinefilo per eccellenza) sia ancora un vastissimo territorio musicale da esplorare.

    • Alcuni dei componenti della vostra etichetta fanno parte anche del gruppo che producete, i Dilatazione. Si tratta in sostanza di auto produzione o avete intenzione di produrre anche altri gruppi?

      La Slowmotiopinguino nasce all’interno del network/laboratorio musicale Try Dog Lab che mette insieme diverse realtà della scena pratese e pistoiese. I Dilatazione hanno deciso di continuare sulla strada dell’autoproduzione e l’idea della “slowmotionpinguino” è partita da loro. Io (Thomas Ticci), da appassionato di musica, e Lorenzo Mori (webmaster e video-programmatore nei live) abbiamo deciso di supportarli perché crediamo nel progetto e pensiamo che il loro album d’esordio sia un ottimo punto d’inizio per il lancio di un’etichetta. Dopo di che naturalmente ci piacerebbe continuare a produrre musica.

    • Si tratterà sempre di gruppi legati dal fil rouge dalla passione per il cinema, dal momento che vi definite “dediti alla promozione di dischi e band d’ispirazione cinematografica”?
      Abbiamo una specie di test per valutare la buona musica. La ascoltiamo in cuffia, affacciati al finestrino di un auto o di un treno. Se la musica influisce sulla nostra percezione del paesaggio, se smuove qualcosa, se dà colore al paesaggio allora è buona musica. Funziona. Come fosse la colonna sonora per le nostre “immagini in movimento”.
    • Riusciamo a strapparvi qualche altra anticipazione sul vostro futuro prossimo?

      Abbiamo sott’occhio un paio di progetti interessanti, stilisticamente molto distanti dai Dilatazione, ma altrettanto cinematografici. Sicuramente nel 2007 avrete novità sulla slowmotionpinguino… Ma la cosa che in assoluto ci piacerebbe di più realizzare è una vera e propria colonna sonora immaginaria, coinvolgendo musicisti di gruppi, realtà e nazionalità diverse. Un progetto ambizioso e a lungo termine. Ne approfittiamo per fare un appello ai musicisti cinefili che leggeranno questa intervista. Contattateci! Il nostro indirizzo e.mail è slowmp@yahoo.it

      * Per la Slowmotionpinguino ha parlato Thomas Ticci.

      Passiamo ora ai Dilatazione:

    PRN: La prima cosa che colpisce di voi è il vostro nome. Come l’avete scelto?

      Dilatazione: Quando ancora non avevamo un nome la nostra prima canzone si chiamava “dilatazione”. Abbiamo abbandonato la canzone in una vecchia audiocassetta (naturalmente smarrita chissà dove) e tenuto il nome per il gruppo. In ogni caso il riferimento è più alla dilatazione visiva e percettiva (!!!) che a quella sonora. Non abbiamo in scaletta brani di trenta minuti…

    • Raccontateci un po’ di voi: quando sono nati i Dilatazione, qual è stato il cammino che vi ha condotto fino a questo disco di esordio?

      I dilatazione nascono nel 1999 come trio di musica rock prevalentemente strumentale. La scoperta di “Vegetale” degli Ulan Bator, acquistato in una bancarella dell’usato a 7.000 lire, fu una folgorazione. Tre anni dopo (e sono stati anni di prove interminabili, concerti, demo, pedalini lanciati come sassi, liti furiose, assolutamente necessarie per creare il giusto affiatamento) al gruppo si è aggiunto un nuovo chitarrista. Abbiamo deciso di abbandonare totalmente il cantato e lavorato intensamente per affinare il suono. Un anno fa abbiamo ritrovato Amaury Cambuzat che ha accettato volentieri di curare la produzione del nostro disco d’esordio, “Too emotional for maths”.

    • Quali sono gli artisti che vi hanno influenzato in questo vostro percorso?
      Ci sono state scoperte graduali. Prato, la nostra città, ha scoperto solo recentemente il fenomeno “indie”. Al momento è una delle realtà più vive in Italia. Non era così alla fine degli anni Novanta. In quegli anni nascere a Bologna, a Reggio Emilia o a Milano significava vivere a pieno l’ondata della musica “post”, indie, elettro e tutte le altre sigle possibili. Noi eravamo ancora fermi ai Pink Floyd! (Ed Emule era ancora lontano…) Pensa che gli Slint li abbiamo scoperti mentre registravamo il nostro terzo demo, Fotogrammi, nel 2002! Un amico ci disse “Bello, però suona un po’ troppo Slint.” Il giorno dopo siamo andati a comprare Spiderland e ci siamo detti. “Beh, effettivamente un po’ Slint suona…” Eravamo inconsapevolmente, ma inevitabilmente derivativi… Al di là di questo ogni componente ha le propria personalità musicale. Se dovessimo citare un gruppo che ha la capacità di mettere tutti d’accordo sono i Tortoise, anche per il fatto che nella loro musica è presente praticamente tutto. Per il resto amiamo: Frank Zappa, Kraftwerk, My Bloody Valentine, Joe Hisaishi, Don Caballero, Miles Davis, Massimo Volume, Otomo Yoshihide, Gatto Ciliegia contro il grande freddo, Aphex Twin, Police, Karate, Nmperign, Faust (sono i primi nomi che ci vengono in mente, ma potremmo continuare per molto)…
    • Voi vi definite un gruppo “rock strumentale ultracinefilo”. Come si riflette nella vostra musica questa passione per il cinema?

      Ogni nostro lavoro nasce comunque da immagini, sensazioni visive, colori. Siamo un gruppo in continua evoluzione, ma credo che la nostra caratteristica più forte sia una sensazione malinconica, un umore che deve (direttamente o indirettamente) più al cinema di Godard o di Cassavetes che a qualsiasi gruppo musicale.

    • E nei vostri concerti?

      Per i nostri concerti realizziamo spesso dei video che in qualche modo integrano la nostra musica, un collage di immagini, sovrapposizioni che suggeriscono situazioni emotivamente irrequiete.

    • Come accoglie il pubblico questa vostra peculiarità?

      Molto positivamente. O forse bisognerebbe chiederlo al pubblico. O a voi quando verrete a sentirci dal vivo!

    • Ora finalmente il primo disco: si apre una fase nuova per la vostra carriera…

      Magari! Abbiamo investito molto sul progetto e speriamo di avere ovviamente maggiore visibilità rispetto al passato, anche perché i nostri live set stanno crescendo molto d’intensità. Per il disco abbiamo lavorato all’Alpha Dept Studio di Bologna che ha un’attrezzatura vintage favolosa e dei tecnici straordinari. Se esiste un dio della musica benedica Francesco Donadello (sound engineer noto anche come batterista dei Giardini di Mirò). Quanto ad Amaury ha saputo calarsi nel progetto con entusiasmo e grande sensibilità. La “fase nuova” si è aperta dopo aver lavorato con lui (Alessio, il batterista, si è ritrovato a suonare a ventitre anni con gli Ulan Bator!). Non possiamo sapere cosa succederà in futuro, ma sicuramente in quest’ultimo anno siamo maturati molto come gruppo.

      Detto questo. Abbiamo l’urgenza di incidere un altro disco, al più presto!

    • Prevedete date in giro per l’Italia a supporto di questo album?
    • Ed il sud Italia a quando?

      A partire da gennaio 2007 faremo sicuramente alcune date al sud. Oltretutto il sud italia ci sembra ricco di realtà interessanti, bello movimentato.

    • Per ora quindi vi salutiamo, sperando di rivedervi presto, magari su un palco. Lasciateci con una citazione finale!

      Per continuare a fare i cinefili snob fino in fondo potremmo citare una frase messa in bocca da Godard ad Anna Karina in Vivre sa vie: “Dopo tutto tutto è bello. Basta interessarsi alle cose e trovarle belle. D’altronde le cose sono come sono, nient’altro.”

      * Dilatazione: Patrizio Gioffredi, Alessio Gioffredi, Mirko Bertolucci, Alessio Pepi. Sito ufficiale: http://www.dilatazione.org

     
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